Gianna Conrad

MA Gianna Conrad

Dottoranda in Letteratura Italiana (Prof. Tatiana Crivelli) - Progetto: «L’altro (da) sé: riflessioni sull’animalità e l’ambiguo confine dell’umano negli scritti di Giacomo Leopardi»

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L’altro (da) sé: riflessioni sull’animalità e l’ambiguo confine dell’umano negli scritti di Giacomo Leopardi

Fra gli autori che anticipano il Novecento e i cui testi fungono da testimonianze di un profondo interesse per il non-umano (vegetale e animale) s’inserisce lo scrittore e il pensatore Giacomo Leopardi. Il motivo per il quale il pensiero di Leopardi si dimostra essere un punto di partenza privilegiato per affrontare questo argomento è che egli occupa una posizione liminale tra l’Illuminismo e il Romanticismo. Si situa infatti nel tardo Sette e inizio Ottocento il momento in cui l’uomo vitruviano – bianco, maschio e modello anatomico dell’umano perfetto –, che è stato un simbolo peculiare e costante di tutta l’evoluzione della società occidentale fin dai tempi dell’Umanesimo e del Rinascimento, comincia ad essere ripensato e/o messo in discussione. Leopardi assorbe, analizza ed elabora questa transizione culturale in una sintesi eccezionalmente moderna, che fa di lui, nel canone della letteratura italiana, il primo prepotente interprete dell’altro, inteso anche come creatura non-umana. In epoca postmoderna, d’altronde, il non-umano è divenuto una categoria ontologica sviluppatasi tramite la contaminazione incrociata di diverse discipline, tra cui la filosofia, l’antropologia, la biologia e l’informatica, e ha apportato una svolta significativa al nostro modo di pensare: l’idea stessa di antropocentrismo è stata superata in nome di una nuova ontologia basata su un concetto dinamico dell’essere umano, che emerge e si definisce tramite la sua interazione con l’eterospecifico, il non-umano. Nella sua variante postantropocentrica il postumano soppianta dunque la dialettica dell’opposizione tra umani e animali, sostituendo ai dualismi predeterminati il riconoscimento di un «abbraccio transpecie», che non solo riduce tutte le specie allo stesso grado di vulnerabilità ma, nel contempo, considera questa valorizzazione dell’alterità e della differenza come possibilità fondamentali di sperimentazione dei sé, umani e non-umani.

Il mio lavoro di ricerca si prefigge di fornire un’analisi approfondita e rappresentativa degli scritti leopardiani, in particolare dei Canti, delle Operette Morali e dello Zibaldone, che prevede di mettere a fuoco il pensiero ‘animalista’ e ambientalista dell’autore attraverso l’utilizzo di un approccio ecocritico, e alla luce del discorso filosofico contemporaneo sul non-umano e sul postumano. Lo scopo principale di questa tesi dottorale è dimostrare che il relativismo culturale e l’ecosistema di Leopardi siano da intendere come alternative all’antropocentrismo. Tale oggetto di studio verrà affrontato a partire dalla questione dell’animale, al fine di mettere in evidenza i tratti dei testi leopardiani che rispecchiano, e magari addirittura anticipano, le riflessioni e le problematiche sollevate dalle teorie sul postumano.

 

Nel 2015 ho conseguito il Master in Lingua e Letteratura inglese e Letteratura italiana presso l’Università di Zurigo con una tesi di laurea incentrata su un’analisi comparata, in cui, applicando le teorie sulla performatività di genere (gender performativity) sviluppate dalla filosofa americana Judith Butler, metto in luce tracce, echi e reminiscenze delle protagoniste femminili dello scrittore angloamericano Edgar Allan Poe nel romanzo dell’autore italiano Iginio Ugo Tarchetti. Dall’inverno 2015 lavoro come assistente presso la Cattedra di letteratura italiana della Prof. Dr. T. Crivelli.