Escursione ad Agnone

Le escursioni dialettologiche del Seminario di lingue e letterature romanze
Escursione ad Agnone, 2-5 luglio 2007

Agnone, in provincia di Isernia, sorge sul crinale di una collina a 840 m.s.l. del mare e conta oggi all'incirca 6000 ab.

 

Agnone è conosciuta in tutt'Italia per Il Museo Internazionale della Campana, che sorge accanto all'antichissima Fonderia Pontificia Marinelli, una delle più antiche del mondo.

 

Nel solo centro abitato si trovano 14 chiese.

 

In tutta la cittadina si nota l'architettura di stampo veneto e, in particolare, la presenza delle botteghe di arte e dell'artigianato orafo portato dai Veneziani.

 

Agnone si inserisce nel territorio del Sannio caraceno, a pochi km da Pietrabbondante, che fu, tra il II sec. a.C. e il 95 a.C., il più importante santuario e centro politico dei Sanniti. Ne è testimonianza un edificio a forma di piccolo teatro, utilizzato come luogo di riunione, dove si svolgono ancora oggi rappresentazioni teatrali nel periodo estivo.

 

Imponenti sono anche le 'autostrade' dei Sanniti, i tratturi, larghi 111 m e lunghi variabilmente dai 211 ai 270 km.

 

Ma l'interesse di Agnone non è legato solo all'archeologia, bensì anche alla linguistica. Se ai linguisti storici Agnone è nota per il ritrovamento della tavola osca, dai dialettologi e dai romanisti l'agnonese è conosciuto grazie ad un lavoro di Ziccardi di quasi cento anni fa, che puntualmente ne descrive la fonetica e la morfologia. In un primo momento l'interesse si è concentrato sugli sviluppi vocalici e sul particolare processo di dittongazione e di colorazione vocalica in sillaba aperta, che in questo dialetto si offre numeroso. Individuare quali nessi sillabici chiudono sillaba e inibiscono la dittongazione, se c'è e in quali condizioni un regresso del dittongamento è stato il primo obiettivo della nostra missione. Letta la bibliografia, abbiamo preparato una serie di questionari, che avremmo somministrato agli informatori. Questo il contenuto della nostra cartellina:

1. un questionario costituito da un elenco di parole isolate;

2. una serie di frasi cornice in cui erano state inserite le parole isolate

3. un questionario con frase di senso compiuto

4. un questionario per chiedere reduplicati gli aggettivi soggetti a regressione del dittongo spontaneo o metafonetico

5. un questionario sintattico per descrivere la selezione dell'ausiliare e il sistema di accordo participiale

La spontaneità degli agnonesi è stata un ingrediente molto apprezzato durante le interviste. Rotto il ghiaccio, i nostri informatori si sono lasciati trasportare dai racconti e ci hanno iniziato alla loro lingua e alla loro realtà: così Martina è diventato Martoina, Michele Micheul ... .

Con questo clima non è stato difficile, spesso neanche necessario, chiedere ai nostri informatori di raccontarci un episodio o un evento della loro Agnone.

[racconti]

Dalle parole in agnonese è emersa la ridente Agnone e la socievolezza dei suoi abitanti offrono un quadro di vita attiva, curiosa e aperta. Infatti non capita tutti i giorni di finire sulle pagine del giornale, e ad Agnone è successo!

[immagine articolo]

Il nostro gruppo ha suscitato molta curiosità ed è stato facile, camminando tra i vicoli, entrare in contatto con questo spirito entusiasta e disponibile.

 

Il nostro soggiorno linguistico ad Agnone è stato anche allietato dall’ottima cucina locale, dagli antipasti all’immancabile pasta e alla carne: dopo aver raffinato il senso dell’udito alla parlata agnonese, anche gli altri sensi sono stati soddisfatti!

Era nostra usanza, dopo la cena, per favorire la digestione, fare quattro passi lungo il corso della cittadina, in compagnia del nostro principale informatore, Domenico Meo.

 

il quale ci ha gentilmente segnalato le persone da intervistare. La serata si concludeva con una bibita al bar del corso, dove di discuteva della giornata trascorsa e si progettava quella seguente.

 

Oltre ad Agnone, abbiamo dedicato una giornata a visitare la Città Eterna guidati da un cicerone romano,

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che ci ha mostrato le meraviglie architettoniche accompagnate dall'intensa storia di Roma. Dalle chiese rinascimentali con gli affreschi del Caravaggio, alla suggestiva fontana di Trevi, salendo e scendendo da un colle all'altro, ammirando dal Pincio il panorama della città con la cupola di San Pietro, arrivando alla berniniana Piazza Navona, e, dulcis in fundo, l'attesissimo Anfiteatro Flavio, più conosciuto come Colosseo, Roma si è rivelata ai nostri occhi per quello che è sempre stata: CAPUT MUNDI.