Pirandello tra presenza e assenza.
Per la mappatura internazionale di un fenomeno culturale

Pirandello è un autore celebre ma anche per tanti versi sconosciuto, sia in Italia che all’estero. Alcuni dei suoi testi fanno parte del canone. A livello internazionale sono famose soprattutto le sue opere di teatro, mentre in Italia sono largamente noti anche i romanzi e le novelle, spesso in seguito a letture liceali.

L’opera pirandelliana ha conosciuto, fin dall’inizio, una fortuna variabile nel tempo e nello spazio. Affermatosi come narratore con Il fu Mattia Pascal, Pirandello raggiunge fama internazionale con le messe in scena a Londra, a New York e a Parigi dei Sei personaggi in cerca d’autore. Per questa fama a partire dagli anni ‘20 e ‘30 la sua influenza entra nel sostrato culturale agendo in modo talora sotterraneo su scrittori e artisti dei più svariati ambiti. Si può così parlare di una doppia presenza di Pirandello; egli continua ad essere letto come autore di certi testi; ma è ravvisabile anche una sua influenza celata per quanto riguarda alcuni snodi della sua poetica e della sua weltanschauung. La variabilità temporale e spaziale della presenza o dell’obsolescenza di alcuni stimoli pirandelliani risulta significativa per il quadro artistico e socioculturale di un paese.

Il 150esimo anniversario della nascita dell’autore ci offre l’occasione di cogliere la dialettica tra presenza e assenza di opere e di temi pirandelliani nella cultura italiana e internazionale. Una mappatura sincronica, diacronica e geografica del fenomeno Pirandello permette anche una rilettura attuale del farsi della nostra sensibilità estetica ed esistenziale. Il convegno di Zurigo vuole animare gli studiosi a esaminare tre ambiti principali:

  1. Pirandello autore del modernismo europeo
  2. La ricezione creativa di Pirandello
  3. L’articolazione del pensiero pirandelliano nelle diverse culture nazionali